Cosa stiamo facendo davvero (e perché non basta “fare Ads”)
Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, la prima cosa che ho fatto non è stata accendere nuove campagne. È stata analizzare.
Nel settore delle rinnovabili l’errore più comune è pensare che basti generare tanti lead. Ma un lead per un impianto fotovoltaico o per una pompa di calore non è un contatto qualsiasi. È una persona che sta valutando un investimento importante, che deve parlarne in famiglia, che deve confrontare più preventivi.
Se non capisci questo, bruci budget.
La prima fase è stata quindi riorganizzare la struttura Google Ads. Non tanto per “fare di più”, ma per fare meglio. Separare le intenzioni di ricerca, distinguere chi cerca informazioni da chi cerca preventivi, controllare le keyword e ripulire il traffico non qualificato.
In un settore come questo non puoi permetterti click curiosi su “quanto costa un pannello solare” se poi non c’è reale intenzione di installare. Servono keyword mirate, copy coerenti e landing allineate. Altrimenti il commerciale si trova a chiamare persone che volevano solo capire “come funziona”.
Parallelamente abbiamo iniziato a ragionare sul costo per lead, ma soprattutto sulla qualità del lead. Perché il numero da solo non significa nulla. Un impianto può valere migliaia di euro, quindi la vera domanda è: quanto mi costa acquisire un cliente, non quanto mi costa generare un form.
Poi c’è la parte che spesso nessuno considera: cosa succede dopo che il lead entra?
PRIMA SOLUZIONI non aveva mai lavorato sull’email marketing. Nessuna sequenza, nessun contenuto di approfondimento, nessun follow-up strutturato. E in un settore dove la decisione può richiedere settimane, è un errore enorme lasciare il contatto “in sospeso”.
Per questo ho proposto un piano soft. Non un funnel aggressivo, ma un sistema semplice: email informative, educative, che spiegano incentivi, tempistiche, vantaggi reali. Un modo per rimanere presenti senza essere invasivi.
L’obiettivo non è bombardare, ma costruire fiducia.
Dopo un mese è presto per tirare conclusioni definitive, ma i segnali sono chiari. Le campagne stanno iniziando a stabilizzarsi, i lead arrivano in modo più coerente e la parte email sta iniziando a creare un primo livello di relazione.
In questo tipo di collaborazioni la cosa più importante è una: mantenere sangue freddo.
Le rinnovabili non sono un acquisto impulsivo. Sono un processo. E il marketing deve rispecchiare questo processo.
Perché oggi non basta “fare Ads”
La collaborazione con PRIMA SOLUZIONI mi sta confermando una cosa che avevo già capito lavorando nel settore: oggi non basta fare Ads.
Le Ads sono solo l’inizio.
Puoi avere la campagna perfetta, keyword pulite, CTR alto, costo per lead interessante. Ma se dietro non c’è un sistema, tutto si regge su un filo.
Quello che mi piace di questa collaborazione è che i due soci sono persone operative. Lavorano sul campo, sanno cosa significa installare un impianto, gestire un cliente, risolvere problemi reali. Non sono “imprenditori da scrivania”. E questo cambia il dialogo.
Quando parliamo di lead non parliamo solo di numeri. Parliamo di chiamate fatte, di appuntamenti fissati, di preventivi inviati, di clienti che devono decidere se investire o meno. È una visione molto concreta.
E proprio per questo sto insistendo sulla costruzione del sistema.
Le Google Ads servono a intercettare la domanda nel momento in cui nasce.
L’email marketing serve a coltivarla quando non è ancora pronta.
Nel settore delle rinnovabili la decisione non è immediata. Ci sono incentivi da capire, bonus che cambiano, dubbi tecnici, paure legate all’investimento. Se non accompagni il potenziale cliente nel percorso, qualcun altro lo farà.
Dopo un mese i risultati stanno arrivando, ma non è questo il punto più importante. Il punto è che stiamo costruendo una base che può durare mesi, non settimane.
E quando firmi un contratto da sei mesi (con possibilità di estensione a un anno), il messaggio è chiaro: non stiamo cercando il picco veloce, stiamo cercando stabilità.
Questa è la differenza tra “fare Ads” e fare marketing.
Le Ads accendono la luce.
Il sistema tiene accesa la corrente.
E nel 2026, se vuoi crescere davvero in un settore competitivo come quello delle rinnovabili, ti serve entrambe le cose.





