CASE STUDY

Prima Soluzioni

Google Ads e Email Marketing

Strategia e Sviluppo di acquisizione clienti

Azienda nel settore rinnovabili

Quando l’esperienza in un settore fa davvero la differenza

Dovete sapere una cosa: quando lavori per un anno intero dentro un settore, inizi a capirlo davvero.

Io ho già lavorato nel mondo delle rinnovabili con Gruppo Gironi. Fotovoltaico, pompe di calore, incentivi, dinamiche commerciali, lead caldi, lead freddi, installazioni, preventivi, bonus. Dopo mesi immerso in quel contesto, certe cose non le studi più, le sai.

Ed è proprio da questa base che è partita la collaborazione con PRIMA SOLUZIONI, azienda veneta di Verona che opera sempre nel mondo delle rinnovabili.

Ci siamo sentiti per una call conoscitiva. Due soci, entrambi elettricisti, che hanno deciso di spingere forte sulle rinnovabili. Niente teoria da ufficio marketing. Persone operative, che lavorano sul campo e che hanno deciso di investire seriamente sulla crescita.

E quando dico investire seriamente, intendo che stanno spingendo tanto sulle ADS. Meta e Google. Non “proviamo a vedere cosa succede”, ma una strategia concreta.

A gennaio abbiamo deciso di partire con un contratto iniziale di 6 mesi, estendibile fino a un anno, per la gestione delle campagne Google Ads. Una scelta intelligente, perché nel settore delle rinnovabili non puoi valutare i risultati in 30 giorni. Servono dati, ottimizzazione, aggiustamenti continui.

Durante l’analisi iniziale mi sono reso conto di una cosa: stavano lavorando solo sull’acquisizione front-end. Nessun lavoro di nurturing, nessuna struttura email, nessun sistema per coltivare i contatti nel tempo.

Così ho proposto un piano soft di email marketing. Niente funnel aggressivi, niente automazioni complicate. Una struttura semplice, sostenibile, ma che inizi a costruire relazione.

Ad oggi, dopo circa un mese, sto seguendo entrambe le cose:

  • gestione campagne Google Ads

  • email marketing soft

I risultati? Stanno arrivando.

Ma qui serve pazienza. E sangue freddo.

Perché le rinnovabili non sono un e-commerce da acquisto impulsivo. Sono decisioni importanti, investimenti, valutazioni familiari, confronti. E chi lavora in questo settore lo sa.

La differenza non la fa chi promette lead in 7 giorni.

La fa chi costruisce un sistema.

Contenuti

Cosa stiamo facendo davvero (e perché non basta “fare Ads”)

Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, la prima cosa che ho fatto non è stata accendere nuove campagne. È stata analizzare.

Nel settore delle rinnovabili l’errore più comune è pensare che basti generare tanti lead. Ma un lead per un impianto fotovoltaico o per una pompa di calore non è un contatto qualsiasi. È una persona che sta valutando un investimento importante, che deve parlarne in famiglia, che deve confrontare più preventivi.

Se non capisci questo, bruci budget.

La prima fase è stata quindi riorganizzare la struttura Google Ads. Non tanto per “fare di più”, ma per fare meglio. Separare le intenzioni di ricerca, distinguere chi cerca informazioni da chi cerca preventivi, controllare le keyword e ripulire il traffico non qualificato.

In un settore come questo non puoi permetterti click curiosi su “quanto costa un pannello solare” se poi non c’è reale intenzione di installare. Servono keyword mirate, copy coerenti e landing allineate. Altrimenti il commerciale si trova a chiamare persone che volevano solo capire “come funziona”.

Parallelamente abbiamo iniziato a ragionare sul costo per lead, ma soprattutto sulla qualità del lead. Perché il numero da solo non significa nulla. Un impianto può valere migliaia di euro, quindi la vera domanda è: quanto mi costa acquisire un cliente, non quanto mi costa generare un form.

Poi c’è la parte che spesso nessuno considera: cosa succede dopo che il lead entra?

PRIMA SOLUZIONI non aveva mai lavorato sull’email marketing. Nessuna sequenza, nessun contenuto di approfondimento, nessun follow-up strutturato. E in un settore dove la decisione può richiedere settimane, è un errore enorme lasciare il contatto “in sospeso”.

Per questo ho proposto un piano soft. Non un funnel aggressivo, ma un sistema semplice: email informative, educative, che spiegano incentivi, tempistiche, vantaggi reali. Un modo per rimanere presenti senza essere invasivi.

L’obiettivo non è bombardare, ma costruire fiducia.

Dopo un mese è presto per tirare conclusioni definitive, ma i segnali sono chiari. Le campagne stanno iniziando a stabilizzarsi, i lead arrivano in modo più coerente e la parte email sta iniziando a creare un primo livello di relazione.

In questo tipo di collaborazioni la cosa più importante è una: mantenere sangue freddo.

Le rinnovabili non sono un acquisto impulsivo. Sono un processo. E il marketing deve rispecchiare questo processo.

Perché oggi non basta “fare Ads”

La collaborazione con PRIMA SOLUZIONI mi sta confermando una cosa che avevo già capito lavorando nel settore: oggi non basta fare Ads.

Le Ads sono solo l’inizio.

Puoi avere la campagna perfetta, keyword pulite, CTR alto, costo per lead interessante. Ma se dietro non c’è un sistema, tutto si regge su un filo.

Quello che mi piace di questa collaborazione è che i due soci sono persone operative. Lavorano sul campo, sanno cosa significa installare un impianto, gestire un cliente, risolvere problemi reali. Non sono “imprenditori da scrivania”. E questo cambia il dialogo.

Quando parliamo di lead non parliamo solo di numeri. Parliamo di chiamate fatte, di appuntamenti fissati, di preventivi inviati, di clienti che devono decidere se investire o meno. È una visione molto concreta.

E proprio per questo sto insistendo sulla costruzione del sistema.

Le Google Ads servono a intercettare la domanda nel momento in cui nasce.

L’email marketing serve a coltivarla quando non è ancora pronta.

Nel settore delle rinnovabili la decisione non è immediata. Ci sono incentivi da capire, bonus che cambiano, dubbi tecnici, paure legate all’investimento. Se non accompagni il potenziale cliente nel percorso, qualcun altro lo farà.

Dopo un mese i risultati stanno arrivando, ma non è questo il punto più importante. Il punto è che stiamo costruendo una base che può durare mesi, non settimane.

E quando firmi un contratto da sei mesi (con possibilità di estensione a un anno), il messaggio è chiaro: non stiamo cercando il picco veloce, stiamo cercando stabilità.

Questa è la differenza tra “fare Ads” e fare marketing.

Le Ads accendono la luce.
Il sistema tiene accesa la corrente.

E nel 2026, se vuoi crescere davvero in un settore competitivo come quello delle rinnovabili, ti serve entrambe le cose.