CASE STUDY

Pietro Tognon

Collaborazione lavorativa lunghisssima

Siti web, piattaforme, Google

Pietro Tognon: Una collaborazione lunga 2 anni che ha segnato la mia crescita professionale

Quando penso ai progetti più importanti della mia carriera, ce ne sono alcuni che non posso racchiudere in un semplice “lavoro svolto”. Sono percorsi interi, fasi della mia vita, collaborazioni che vanno oltre il rapporto cliente–professionista. E tra questi, uno dei più significativi è quello con Pietro Tognon. Non si tratta infatti di un singolo lavoro, ma di una collaborazione durata più di due anni, ricca di esperienze, cambiamenti, crescita e anche un bel po’ di nostalgia. Un percorso che ha avuto un impatto enorme sul modo in cui oggi lavoro, comunico e gestisco i progetti digitali.  

Contenuti

Una collaborazione che parte da lontano: amicizia, business e un settore difficile

Con Pietro ci conosciamo da più di 15 anni.

Compagni di scuola, amici nel tempo, e poi colleghi nel mondo digitale.

Qualche anno fa ha lanciato un progetto dedicato ai professionisti sanitari, un settore che stava esplodendo e che aveva bisogno di digitalizzazione, strategia e strumenti per crescere.

Indovinate chi era il venditore di quel progetto?

Io.

Sì, in quel periodo non ero solo web designer o SEO specialist: facevo vendite, closing, Google Ads, landing page, sviluppo web.

Tutto insieme.

E non lo dico per vantarmi, ma perché davvero quei due anni sono stati la mia palestra più grande.

 

L’epoca di Terapin: vendite, campagne e giornate infinite

All’interno della vecchia “agency” Terapin.it io ero il closer.

Facevo circa 1 chiusura al giorno in singola videocall.

Ogni giornata aveva 3 o 4 appuntamenti, senza pause, senza scuse.

(circa un 20/25% di chiusura, ma i contatti erano gia caldi quando ci entravano)

E una volta chiusa la vendita… toccava anche svolgere il servizio.

Mi occupavo di:

  • campagne Google Ads
  • sviluppo landing page
  • ottimizzazione siti web
  • consulenze dirette ai clienti
  • follow-up e supporto tecnico

 

E, tra una call e l’altra, imparavo.

Imparavo come funziona davvero il mercato dei professionisti sanitari, come comunicano, cosa cercano i loro pazienti e cosa li frena nel mondo digitale.

In quel periodo ho gestito 25–35 campagne pubblicitarie, tutte diverse, tutte curate da zero: keyword, copy, budget, conversioni, analisi.

Una quantità di esperienza che oggi mi ritrovo in mano ogni volta che lavoro con un nuovo professionista.

È stato intenso, faticoso, a tratti ingestibile.

Ma non lo cambierei con niente.

E come dico spesso:

“Terapin è morta, ma tutto ciò che ho imparato lì è vivo dentro ogni progetto che faccio oggi.”

E Pietro in tutto questo?

Pietro era parte dell’ecosistema.

Anche lui era coinvolto nella crescita di Terapin e, allo stesso tempo, mi portava clienti e collaborazioni tramite la sua rete.

Oltre ai progetti per l’agenzia, con lui ho fatto moltissimi lavori personali:

  • siti web
  • landing page
  • micro-progetti
  • campagne Google Ads
  • consulenze su Google Business
  • ottimizzazioni di funnel e presenza online

 

Una collaborazione continua, fluida, naturale, perché quando lavori con una persona da cui hai anche imparato tanto, il lavoro diventa più di un semplice scambio.

 

Oggi: Pietro sta dominando il suo settore

 

Una delle cose che mi rende più felice è vederlo oggi crescere in modo solido nel settore in cui aveva deciso di investire.

Pietro ha da poco raggiunto 10.000 follower reali, tutti costruiti in modo organico, senza scorciatoie.

Da più di un anno lavora costantemente sul suo profilo e sta diventando un riferimento nazionale nella consulenza per professionisti sanitari.

Questo dimostra una cosa semplice ma fondamentale:

quando un professionista unisce competenza, comunicazione e costanza, i risultati arrivano.

E in questo percorso, avere contribuito in tante fasi diverse per me è motivo di grande orgoglio.

Perché questo caso studio è diverso dagli altri?

Perché non racconta un singolo progetto, ma una storia di crescita, personale e professionale.

Non è il solito “prima e dopo”.

Non è un case study tecnico.

Non è una lista di risultati numerici.

È una parte del mio percorso che vale più di qualunque grafico o screenshot.

Conclusione

Il caso studio di Pietro Tognon non è uno dei miei “soliti lavori”.

È un pezzo della mia storia professionale.

È la prova di quanto si possa imparare quando sei costretto a fare tutto, sbagliare tutto, correggere tutto e crescere rapidamente.

È la dimostrazione che, nel mondo digitale, non importa da dove parti:

importa quanto sei disposto a imparare, a lavorare e a metterti in gioco.

E per questo motivo, questo caso studio merita di essere nel mio portfolio tanto quanto gli altri… anzi, forse anche di più.